Dieta e Sclerosi Multipla pt. 1: tutto ciò che c’è da sapere (o quasi)

Due dei regimi alimentari più conosciuti: Il metodo Swank e il metodo Kousmine. Conosciamoli meglio.

Stefania Unida
Stefania Unida
26 giugno 2018
dieta e sclerosi multipla

Cari lettori, oggi parliamo di dieta e Sclerosi Multipla. L’anno scorso in particolare, abbiamo sentito parlare di diete miracolose, ma tanti sono stati gli studi scientifici che nel corso degli anni hanno cercato di individuare quale tipo di alimentazione possa prevenire la sclerosi multipla e soprattutto rallentarne la progressione. I dati a oggi disponibili sono ancora parzialmente incompleti, ma in ogni caso ci permettono di avere delle indicazioni dietetiche di ordine generale. Alcune categorie alimentari avrebbero infatti un rapporto con la sclerosi multipla, e l’alimentazione sembrerebbe avere un impatto su alcuni dei sintomi più frequenti della patologia. Ad oggi però non ci sono prove scientifiche che la sola alimentazione possa avere un impatto sulla patologia. Vediamo qui alcune delle diete più conosciute.

Dieta SWANK

Il Dottor Roy Swank 50 anni fa indirizzò i suoi interessi professionali e la sua curiosità investigativa verso il rapporto tra dieta e Sclerosi Multipla (SM). In particolare si focalizzò sul ruolo di un’alimentazione a base di cibi di origine animale ad alto contenuto di grassi saturi. Cominciò la sua carriera negli anni 40 in Norvegia. Proprio in Norvegia osservò come ci fosse una incidenza più alta di SM negli abitanti delle aree interne del paese che consumavano più latticini rispetto a quelli che abitavano sulla costa che avevano un’alimentazione a base di pesce e quindi più leggera.

Il Dott. Swank realizzò uno studio poi pubblicato su Lancet nel 1990. Arruolò 144 pazienti con SM e li seguì per ben 34 anni (un follow up memorabile eseguito da un solo gruppo di ricerca). A questi pazienti lui suggerì una dieta con bassi contenuti di grassi saturi (di origine animale) e più tendente ad un'alimentazione vegetariana. Molti dei pazienti seguirono il suo consiglio, ma molti altri no. Senza quindi fare alcuna scelta causale (randomizzazione) si formarono automaticamente due gruppi. Quelli che seguirono una cattiva dieta e quelli che seguivano una buona dieta.

Il limite era stato definito nella quantità di grassi saturi assunti: più o meno di 20gr/giorno (un panino con hamburger e formaggio ha circa 16gr di grassi saturi). Swank riuscì così a documentare come il gruppo che seguiva le indicazioni alimentari suggerite (buona dieta) aveva un rallentamento netto della progressione dei sintomi, anche nei pazienti che avevano situazioni più avanzate. La media di ricadute nei pazienti che non seguirono la dieta fu di una l’anno, in coloro che la seguirono fu di 0,05 l’anno: una riduzione del 95%. Inoltre gli attacchi erano più leggeri. Nel gruppo di pazienti che non seguirono la dieta ci furono poi altre drastiche conseguenze: dopo dieci anni il 50% era finito sulla sedia a rotelle, mentre fra quelli che la seguivano il 25%. Se poi osserviamo i dati di coloro che avevano cominciato la dieta nelle prime fasi della malattia e che non presentavano invalidità, dopo venti anni il 95% di loro non presentava alcun peggioramento o addirittura era leggermente migliorato.

La dieta Swank include sei regole precise da tenere a mente:

  • Niente più carne rossa.
  • Evitare qualsiasi cibo contenete più dell’1% di grassi saturi. I latticini contenenti più dell’1% di grassi devono essere completamente eliminati e mai si deve consumare più di 15 grammi di grassi saturi al giorno. Questo significa eliminare completamente il burro, la margarina e tutti i formaggi. Sono permessi yogurt magro e latte magro (meno dell’1%). Tutti i cibi confezionati contenenti grassi saturi devono essere completamente eliminati. L’olio d'oliva non è un grasso saturo, ma non bisogna comunque eccedere nel suo consumo: non più di 20 grammi al giorno (che sono comunque abbastanza).
  • Evitare la cioccolata in quanto contiene grassi saturi. Il cacao puro invece non ne contiene.
  • Friggere poco e possibilmente a bassa temperatura e senza riutilizzare l’olio.
  • Evitare il caffè, il fumo e altri stimolanti.
  • Dormire molto e se possibile fare una siesta al pomeriggio.

Cibi permessi in basse quantità: uova (3 a settimana e mai più di una al giorno, comprese quelle contenute nei dolci o nella pasta; solo il bianco si può mangiare liberamente), avocado, olive (non più di sei al giorno), quasi tutti i frutti secchi tranne le mandorle, i semi di sesamo e quelli di girasole; tonno in scatola, salmone, trota, sardine in scatola e aringhe.
La carne di maiale; il prosciutto cotto (il meno grasso dei salumi) contiene circa il 7% di grassi saturi e la sua composizione è simile a quella dell’olio di oliva. Secondo la dieta Swank, la carne di maiale può quindi essere consumata in quantità ridotta.

Cibi vietati: Latte intero, crema, burro, margarina, gelati che superino l’1% di grassi, formaggi che contengano più dell’1% di grassi, burro di cacao, olio di cocco, olio di palma, tutti gli oli idrogenati, patatine fritte e simili, quasi tutti i biscotti e le torte commerciali, cioccolata (contiene grassi saturi), oche, anatre, carne rossa e il lardo di qualsiasi tipo.

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Dieta KOUSMINE

La Dottoressa Catherine Kousmine, medico di origine russa e naturalizzata svizzera, nei suoi quarant’anni di vita professionale ha elaborato ed applicato un proprio metodo per il mantenimento della salute e per la prevenzione e la cura delle malattie degenerative quali cancro, malattie neurologiche e malattie autoimmuni. Secondo il metodo Kousmine, i nostri errori alimentari sono la causa principale delle malattie che ci affliggono. La correzione di questi errori, il riequilibrio delle funzioni di assimilazione ed evacuazione, la volontà di modificare le proprie abitudini di vita, permettono di conservare la buona salute e di ottenere dei risultati sorprendenti nella lotta contro le malattie degenerative. Il metodo Kousmine viene spesso usato nella cura di un’ampia gamma di malattie, in pratica tutte quelle legate ad un funzionamento scarso o difettoso o eccessivo del sistema immunitario.

Su internet si trova di tutto e di più sulla dieta Kousmine. Vi riporto qui alcuni principi fondamentali tratti direttamente dal sito ufficiale del metodo Kousmine.

Anche nel metodo Kousmine vi sono alcuni principi assoluti.

  • Diminuire al massimo i grassi animali e quelli vegetali di palma e cocco.
  • Eliminare completamente gli oli spremuti a caldo, cioè tutti gli oli industriali e le margarine. Sostituirli con olio extravergine di oliva.
  • Eliminare lo zucchero bianco raffinato: sostituirlo con zucchero integrale e/o miele .
  • Evitare i prodotti “light” in quanto contengono edulcoranti. Lo zucchero va comunque diminuito (anche quelli “buoni” come il miele, a max = 3 cucchiaini al giorno) perché squilibra l’alimentazione, aumenta l’insulina e provoca fermentazioni intestinali.
  • Eliminare tutta la pasticceria industriale, soprattutto cioccolato e surrogati, gelati cremosi, caramelle.
  • Non fumare.
  • Diminuire radicalmente l’alcool. Eliminare i liquori e il vino bianco. Non superare mezzo bicchiere di rosso al pasto (da eliminare in caso di crisi di malattia).
  • Consumare almeno un cucchiaio di cereali crudi macinati finemente al momento. I cereali devono essere biologici integrali. I più indicati sono riso, orzo, avena e grano saraceno.
  • Consumare ridotte quantità di latticini e di latte.
  • Non bere eccessive quantità di caffè. Secondo il metodo Kousmine, il caffè non è negativo, anzi può avere effetti positivi ma ha un forte effetto eccitante, che per qualcuno può essere dannoso, quindi meglio consumarne poco. Il tè, pur contenendo la stessa quantità di caffeina del caffè, è meno eccitante. Si dovrebbe preferire il tè verde, che è un potente antiossidante, mentre il tè nero avrebbe un fattore di rischio cancerogeno.
  • Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. E’ meglio bere acque non gassate. È importante bere un bicchiere abbondante di acqua appena alzati. Le bibite gassate sono troppo ricche di zuccheri o di edulcoranti artificiali e andrebbero completamente eliminate.
  • Non consumare farine bianche. I cereali integrali apportano zinco e manganese, elementi indispensabili all’equilibrio del sistema nervoso. Preferite il pane integrale di sicura provenienza biologica e a lievitazione naturale. Nei limiti del possibile evitate pane bianco e biscotti industriali. Bisognerebbe inoltre diminuire anche l’uso del pane in generale e non consumare pane e pasta nello stesso pasto.
  • Limitare i prodotti in scatola.
  • Evitare alimenti troppo cotti.
  • Evitare di friggere; meglio la cottura al cartoccio, al sugo, i brasati, gli umidi e la cottura al vapore.
  • Fare molta attenzione all’ossidazione dei cibi a contatto dell’aria.

Se hai trovato interessante questo articolo, continua leggendo la seconda parte!


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