Genitori: come supportare bambini e ragazzi con la psoriasi

La Psoriasi si presenta spesso in giovane etá. Il supporto di genitori e persone care è estremamente importante

Dan
Dan
28 febbraio 2019
supportare ragazzi con psoriasi consigli

I primi segnali di psoriasi possono presentarsi in giovane etá. Dai bambini agli adolescenti ai giovani adulti, fare i conti con questa malattia visibile puó essere stressante e traumatico, e spesso motivo di isolamento. È quindi di grande importanza per questi giovani che le persone a loro vicine, i genitori in particolare, forniscano loro un supporto che li aiuti a superare questo periodo difficile dal punto di vista emotivo. La domanda é: Come si puó fare?

Comprendi cos’é la psoriasi

Piú cose sai sull’argomento, piú sarai preparato a offrire supporto e a rispondere a domande complicate che potrebbero emergere.

Cos’é la psoriasi e quali sono le sue cause?

In superficie, la psoriasi è una condizione della pelle. Questo è vero, tuttavia i ricercatori stanno scoprendo sempre piú dettagli su questa malattia e sulle sue cause.

Attualmente si pensa si tratti di una malattia autoimmune, come la sclerosi multipla o l’artrite reumatoide.

In sostanza, significa che qualcosa (che per ora é sconosciuto) porta il sistema immunitario a comportarsi in modo anomalo. Nel caso della psoriasi, il risultato é la creazione rapida di cellule epiteliali.

L’eccesso di cellule porta alla creazione di placche e sfoghi cutanei che identificano la psoriasi.
Una delle caratteristiche fondamentali della psoriasi è l’infiammazione. Negli ultimi anni, sono stati fatti collegamenti tra i meccanismi della psoriasi e di altre malattie, i quali suggeriscono che le persone affette da psoriasi siano a piú alto rischio di sviluppare comorbiditá. Puoi leggere di piú riguardo i disturbi associate alla psoriasi qui:

Tipi di Psoriasi

É utile sapere che la psoriasis non é solo una malattia.

Di fatto ci sono cinque varianti di questa malattia. Esse sono:

  • Psoriasi a placche
  • Psoriasi Guttata
  • Psoriasi Inversa
  • Psoriasi pustolosa
  • Psoriasi Eritrodermica

La psoriasi a placche di gran lunga la piú comune, e interessa otto o nove casi su dieci. Le placche da cui deriva il nome sono chiazze infiammate, eruzioni cutanee con squame bianco-argentate.

La psoriasi guttata é la seconda forma piú comune, è caratterizzata da macchie piccole e rosse che spesso appaiono su braccia, gambe, stomaco, e petto.

Le altre tre forme sono piú rare.

É possibile che una persona conviva con diverse forme di psoriasi. Intorno al 20-30% della popolazione affetta da psoriasi, svilupperá anche artrite psoriasica.

Come supportare una persona che vive con la psoriasi

Per consigli su come supportare un giovane con la psoriasi, chi consultare se non qualcuno che l’ha vissuta sulla sua pelle?

A John Redfern é stata diagnosticata la psoriasi all’etá di 14 anni. Ció lo ha portato a lasciare la sua passione, il calcio irlandese, ed ha fatto molta fatica ad accettare la sua condizione. Ora scrive un blog Smart Psoriasis Diet (Dieta intelligente per la psoriasi) in cui, oltre ad altre cose, dá ai genitori di ragazzi con psoriasi alcuni consigli, che vedremo qui di seguito.

I 5 consigli migliori per genitori di ragazzi giovani che vivono con psoriasi

1. Evitare trauma emotivi non necessari

‘’ Non esponete mai i vostri figli a situazioni macabre, anche se ció si allontana dai tradizionali valori e abitudini’’

Questo potrebbe sembrare un consiglio iniziale piuttosto bizzarro, ma ha un senso. Quando John aveva 14 anni suo zio, a cui era estremamente legato, improvvisamente morí.

A John fu fatto vedere il corpo al funerale.

“Penso che questo sia stata l’esperienza traumatica che ha dato il via alla mia psoriasi’’ scrive John.

Questo conferma la credenza generalmente sostenuta per cui I fattori emotive possono innescare l’acutizzarsi della psoriasi.


Come abbiamo scritto in precedenza, si pensa che la psoriasi sia una malattia autoimmune. Ci sono prove che le emozioni, come ansia e stress, scatenino una reazione ormonale che puó interessare il comportamento del sistema immunitario.

Questo tipo di emozioni sono state anche collegate al rilascio di molecole, chiamate citochine, che potrebbero ampliare l’infiammazione associate alla psoriasi.

C’é quindi una connessione intrinseca tra le tue emozioni, il tuo sistema nervoso, e il tuo sistema immunitario.

Certamente, John avrebbe comunque avuto la psoriasi, in quanto il trauma non causa la malattia.

Tuttavia, é possibile che lo stress emotive abbia scatenato la sua prima infiammazione, che di seguito ha portato a piú stress, e all’inizio di un circolo vizioso che molte persone affette da psoriasi conoscono bene.

Nonostante la famiglia di John non avesse realizzato che lui era affetto da psoriasi al tempo, il suo consiglio rimane lo stesso: non esponete i vostri figli ad esperienze traumatiche non necessarie.

L’impatto emotivo puó durare tutta una vita, e scatenare la psoriasi é uno dei modi in cui si manifesta fisicamente.

2. Interpretare seriamente i segnali di disturbi di salute mentale

“Se mostrano segnali di depressione, non cercate di nasconderli sotto un tappeto. Prenotate un colloquio con un terapista, in quanto i ragazzi potrebbero non volersi aprire con voi del tutto. Questo potrebbe essere di grande aiuto.”

Come John, anche Howard Chang é affetto da psoriasi e ha scritto nel suo diario universitario riduardo ai problemi di salute mentale:
‘’Mi hanno diagnosticato la psoriasi quando avevo 7 anni.
“Ho avuto la psoriasi per 12 anni ed ora é peggiorata. Ho assunto tutti I farmaci conosciuti al mondo, ma non mi hanno aiutato nemmeno minimamente… Non c’é fine alla psoriasi? Anche in questo preciso momento, riesco a malapena a sedermi. Questo mi demoralizza moltissimo!!

“Il problema é che non se ne andrá mai via. Ho bisogno di una pausa.”

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Il collegamento tra psoriasi e salute mentale é forte. Una malattia cosí visibile puó portare a depressione, ansia, e isolamento sociale.

É stato stimato che le persone che vivono con una malattia cronica soffrono il doppio di ansia e depressione, rispetto alla popolazione in generale, e coloro che hanno tra i 15 e i 30 anni sono tre volte piú inclini a tentare il suicidio.

Per quanto riguarda la psoriasi in particolare, gli ultimi risultati di PsoHappy – un’app con cui 120,000 persone completano sondaggi sulla loro felicitá- mostrano che gli individui con psoriasi valutano la loro felicitá soggettiva come 30% piú bassa rispetto alla popolazione generale.

Allo stesso modo, é stato stimato che l’84% delle persone che vivono con la psoriasi presentano una comorbiditá psichiatrica, contro un 32% di persone che non la hanno.

Come possono testimoniare John e Howard, questi problemi di salute mentale possono manifestarsi in giovane etá e continuare anche nell’etá adulta.

Disturbi del sonno, disfunzioni sessuali, disturbi della personalitá, ansia, disturbi dell’adattamento, depressione, disturbi dovuti alla dipendenza e all’abuso di sostanza sono stati identificati come predominanti in persone che vivono con la psoriasi.

Il consiglio di John, quindi, é quello di prendere seriamente qualsiasi segnale di depressione nelle persone giovani.
Nonostante sia un tema spinoso, affrontarlo il prima possibile puó portare ad importanti benefici a lungo termine.

3. Considera tutte le opzioni di trattamento

“Supportate Vostro figlio parlando apertamente della psoriasi, analizzando le varie opzioni, siano esse convenzionali o complementari.’’

Pare che ci siano infinite possibilitá di trattamento per la psoriasi. Trattamenti topici, come creme e unguenti, sono solitamente il primo porto di approdo, soprattutto per la psoriasi lieve.

Oltre a ció, ci sono varie forme di terapia leggera, farmaci da assumere oralmente o tramite iniezioni, e trattamenti alternativi. Le terapie complementari, come i rimedi erboristici e lo yoga, possono apportare benefici quando aggiunte al trattamento abituale.

Certamente, tutto questo deve essere discusso con il medico di Vostro figlio. Ciononostante, vale la pena prendersi del tempo per fare delle ricerche per proprio conto, in questo modo potrete discutere tutte le opzioni con vostro figlio.

Ció puó aiutare anche a spiegare situazioni difficili al ragazzo.

“Mia madre guidava un’ora per tre volte a settimana per portarmi in una delle uniche cliniche nella baia di San Francisco che effettuava trattamenti con I raggi ultravioletti,’’ ricorda Howard.

“Nel reparto di fototerapia l’infermiera mi ha fatto indossare degli occhialini Verdi senza spiegarmi il perché. Nessuno mi aveva detto perché dovevo stare in piedi senza vestiti, o per quanto tempo.

“A volte il trattamento con la luce mi bruciava la pelle con la stessa lunghezza d’onda dei raggi solari da cui le persone si proteggono con la crema solare.’’

Un’esperienza del genere puó pesare emotivamente su chiunque, soprattutto su una persona giovane che non capisce ció che sta accadendo e perché.

Il consiglio di John é quindi simile al primo punto riguardante l’informarsi il piú possibile sulla psoriasi. Fare lo stesso per le possibili opzioni di terapia vi aiuterá a parlare sia con vostro figlio che con il dottore.

4. Dedicare del tempo a trovare una dieta adatta

“Tenete d’occhio la loro dieta in quanto le ricadute potrebbero essere dovute a qualche intolleranza alimentare, come a grano, glutine, solanaceae ecc. Prova a eliminare qualcosa dalla dieta per vedere se la psoriasi migliora.’’
Con elementi come stress e meteo, la dieta é spesso citata come causa scatenante delle riacutizzazioni della psoriasi.

Un sondaggio recente su piú di 1,200 membri della Fondazione Nazionale Psoriasi ha aperto la porta a un gran numero di informazioni riguardanti la relazione tra le abitudini alimentari e gli esiti riportati dai pazienti.

I risultati rappresentavano un’ampia verietá demografica e diversi livelli di gravitá della psoriasi.

Le piú comuni cause scatenanti delle riacutizzazioni includevano zucchero, glutine, e solanaceae (che includono pomodori, patate, melanzane e peperoni).

Al contrario è stato visto che, olio di pesce/Omega-3 Conversely, fish oil/omega-3, acidi grassi polinsaturi (PUFA), frutta e verdure, e probiotici hanno effetti positivi sui sintomi della psoriasi.
Nonostante non sia sempre chiaro perché certi cibi hanno effetti positivi o negativi sui sintomi della psoriasis, i risultati sono supportati da altri studi.

Ciononostante, al report interessa evidenziare che ogni caso di psoriasi é unico e individuale, non esiste una dieta adatta a tutti.

Per questo, trovare ció che funziona per vostro figlio puó implicare un certo numero di tentative ed errori.

Il suggerimento di John é dunque quello di prestare molta attenzione alla dieta di vostro figlio. Tenere un diario alimentare potrebbe aiutarvi a identificare gli elementi da modificare.

Queste informazione potrebbero rivelarsi estremamente utili per il dottore o il nutrizionista di vostro figlio, che potrá essere in grado di tracciare una dieta specifica. Allo stesso modo, potrebbero raccomandate di eliminare qualcosa dalla dieta per confermare o meno i sospetti che potresti avere.

Questo significa, di solito, eliminare alcuni gruppi alimentary, come quelli citati precedentemente, prima di reintrodurli uno alla volta.

Le eliminazioni nella dieta sono spesso utilizzate per individuare le intolleranze alimentari. Possono anche essere utili a localizzare cibi che scatenano le riacutizzazioni della psoriasi e quali invece potrebbero aiutare ad attenuare i sintomi.

La dieta é parte di ció che John chiama “la tripletta della psoriasi’’ insieme a sole e stress. Potrebbe essere la piú subdola da comprendere delle tre visto il gran numero di variabili, ma prendersi il tempo per farlo puó beneficiare immensamente la salute di vostro figlio.

5. Controllare se c’é carenza di Vitamina D

“Fate controllare i livelli di vitamina D di vostro figlio. Se venite da un paese in cui l’unico sole che vedete è in estate, molto probabilmente ci sará carenza di vitamina D. Il sistema immunitario avrá sempre un basso rendimento se uno dei suoi ormoni essenziali non è a livello ottimale.’’

Negli ultimi anni, il ruolo della vitamin D –‘la vitamin del sole’- é stato soggetto di molte ricerche. Si pensa influenzi ed einteragisca con oltre 200 geni nel corpo umano.

Un’area importante che é stata indagata é la sua connessione con le malattie autoimmune.

C’é una sempre maggiore serie di prove che affermano che la carenza di vitamina D é piú comune nelle persone con Sclerosi Multipla, artrite reumatoide, lupus, e altre malattie autoimmune.

É stata collegata anche alla psoriasi. La natura esatta di questa connessione non è chiara ed è soggetto di dibattito nella comunitá medica.

Tuttavia, uno studio recente ha scoperto una correlazione tra la carenza di vitamina D e la psoriasi.

La Dottoressa Suzanne Olbricht, una professoressa associate di dermatologia alla Scuola di Medicina di Harvard, non crede che la carenza di vitamina D causi la psoriasi, ‘’ ma potrebbe compromettere la capacitá del corpo di mantenere sana la pelle.’’

Questa connessione potrebbe essere utile a spiegare perché molte persone che vivono con la psoriasi presentino sintomi piú gravi in inverno e non in estate.

Trattamenti come integratori o terapia con la luce possono essere utilizzati per aumentare I livelli di vitamina D.

Si pensa che mantenere livelli sani di vitamina D riduca il rischio di contrarre, piú in lá nel tempo, comorbiditá autoimmuni, come quelle elencate in precedenza. Potrebbe anche aiutare a prevenire lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e cancro, cosí come altre malattie collegate alla carenza di vitamina D.

Potrá aiutare anche ad alleviare i sintomi della psoriasi? Forse. È ancora un argomento dibattuto, ma ci sono prove che suggeriscono possa aiutare quanto utilizzata insieme ad altri trattamenti.

Tutto ció diventerá piú chiaro nei prossimi anni con l’avanzare della ricerca. Come genitore, il consiglio di John é quello di controllare I livelli di vitamina D di tuo figlio, in questo modo il dottore sará in grado di raccomantare il piano d’azione migliore.

Soprattutto, rimanere aggiornati con i risultati delle ultime ricerche e parlare regolarmente con il dottore di vostro figlio, vi aiuterá ad assicurarvi di essere capaci di procurare a vostro figlio il trattamento piú efficace.

Trovare ció che funziona per voi e per vostro figlio

Supportare un figlio affetto da psoriasi é un tema difficile e molto personale. Nonostante non ci sia un modo giusto o sbagliato di farlo, speriamo che questi consigli possano fare da guida a chiunque ne abbia bisogno.


Ti piacerebbe condividere la tua storia sul blog di MyTherapy? Contatta Caterina qui.

Speriamo che le informazioni di questo articolo vi risultino utili, non utilizzatele peró in sostituzione di un’opinione medica. Consulta un dottore o un professionista prima di cambiare qualcosa nella dieta o nella terapia di tuo figlio.


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