Le 5 cose che tutti vorremmo sapere sui disturbi reumatici

Ecco le risposte alle domande piú frequenti sulle malattie reumatiche

Dan
Dan
15 febbraio 2019
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Reumatismi, malattie reumatiche, artrite reumatoide… è facile capire perché ci sia tanta confusione in merito a tutta questa terminologia e alla sua definizione. Abbiamo qui alcune delle domande poste più frequentemente, che speriamo possano aiutare a fare chiarezza.

1. Cos’è il reumatismo?

Nella cerchia medica, il termine reumatismo è considerato piuttosto antiquato e obsoleto. In ogni caso rimane parte del vocabolario di molte persone, quindi vale la pena spendere del tempo per capire esattamente che cosa si intende con questa parola.

Il reumatismo non è una malattia. Piuttosto, un termine ombrello al di sotto del quale sono incluse malattie che sono catalogate come infiammazioni di articolazioni, muscoli, legamenti, ossa, tendini.
Si conoscono più di 200 disturbi reumatici che affliggono ogni giorno più di 5 milioni di persone in Italia.
Un grande numero di disturbi reumatici, come l’artrite reumatoide e il lupus, sono malattie autoimmuni, ciò significa che il Sistema immunitario attacca per errore il tessuto sano all’interno del corpo. Non si è ancora capito del tutto perché il sistema immunitario si comporti in questo modo. Una combinazione di genetica e fattori ambientali sembra giocare un ruolo determinante nello sviluppo delle malattie autoimmuni, mentre alcune infezioni possono agire come causa scatenante.

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Non tutti I disturbi reumatici sono autoimmuni. L’artrosi, per esempio, è una malattia degenerativa che si sviluppa con l’età, mentre la gotta è causata da alti livelli di acido urico nel sangue. Nessuno di questi ultimi è catalogato come malattia autoimmune ma entrambi sono disturbi reumatici.

Il reumatismo, quindi, si riferisce a tante malattie diverse, le quali sono tutte classificate come malattie reumatiche, in quanto condividono alcuni sintomi e caratteristiche. In ogni caso, ció non indica che vi è lo stesso meccanismo per qualsiasi malattia, la biologia di una malattia reumatica può essere estremamente diversa da quella di un’altra.

Le malattie reumatiche sono generalmente trattate dai reumatologi, ma alcuni disturbi potrebbero richiedere altri specialisti come ad esempio cardiologi o immunologi.
Nel termine ombrello ‘’reumatismo’’ c’è una sottocategoria che contiene uno dei più comuni disturbi reumatici: l’artrite.

2. Reumatismi e artrite sono la stessa cosa?

Le parole reumatismo e artrite sono spesso usate in modo intercambiabile, ma non significano la stessa cosa.

Come abbiamo scritto in precedenza, le malattie reumatiche causano infiammazione a legamenti, muscoli, ossa e tendini. L’artrite indica uno specifico tipo di disturbo che interessa le articolazioni. In quanto tale potrebbe essere considerata una sottocategoria delle malattie reumatiche che contiene una grande percentuale di tutti i casi e le condizioni.

Infatti, ci sono più di 100 tipi diversi di artrite, con più di 4 milioni di persone che convivono con la forma più comune: artrosi o osteoartrosi
Le persone potrebbero usare la parola reumatismo per riferirsi in modo specifico alla malattia autoimmune artrite reumatoide, con la quale più di 400mila persone convivono in Italia.
È comprensibile, dunque, il fatto che spesso reumatismo e artrite siano utilizzati come sinonimi, perché per le persone è comune vivere con una malattia che è entrambe le cose allo stesso tempo. Comunque, vi é una serie di disturbi reumatici che non sono artritici, i quali potrebbero essere indicati come disturbi reumatici non artritici (cioè che non interessano i legamenti).

L’ esempio più conosciuto di malattia reumatica non artritica è la fibromialgia, la quale è caratterizzata da dolore duraturo in tutto il corpo.

Un’altra condizione che non è strettamente una forma di artrite (nonostante presenti sintomi che colpiscono i legamenti) è la febbre reumatica.

3. Cos’é la febbre reumatica?

La febbre reumatica è una condizione potenzialmente grave, la cui causa è da ricondurre ai batteri streptococco di tipo A, che sono responsabili scarlattina e faringite. Quest’ultima può apparire a qualsiasi età ma è più comune in bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni.
Se lasciata senza trattamento, la faringite può scatenare (ciò che è noto come) una risposta immunitaria, portando il Sistema immunitario ad attaccare il corpo e causare infiammazione di articolazioni, pelle, cervello e cuore. Questa é la febbre reumatica.
I sintomi tendono a comparire poche settimane dopo l’inizio della faringite e includono di solito articolazioni doloranti, irritate, infiammate e febbre, possono presentarsi anche sintomi che colpiscono il cuore, come il dolore al petto.
Mentre la febbre reumatica è ‘’acuta’’, il che significa che dura solitamente settimane o mesi, i sintomi che colpiscono il cuore sono indice di complicazioni gravi a lungo termine: cardiopatia reumatica.

La cardiopatia reumatica è causata dall’infiammazione del cuore e porta a un danno permanente, prima di tutto alle valvole cardiache, e ciò può causare problemi al flusso sanguigno. Tutto ciò può causare, conseguentemente, complicazioni che potrebbero essere fatali, come l’infarto.
Nel quadro generale delle malattie reumatiche, la febbre reumatica è piuttosto inusuale in quanto ha una causa scatenante piuttosto chiara nella faringite, nonostante non sia ancora stato capito il perché scateni una risposta autoimmune.
La febbre reumatica è inoltre diversa da altri disturbi reumatici in quanto i danni più gravi sono provocati al cuore dalle cardiopatie reumatiche.
Nonostante la faringite sia relativamente comune, in media 4 soggetti su 100mila sviluppano febbre reumatica in Italia. È piuttosto rara nella maggior parte dei paesi sviluppati. É comunque una condizione presente nei paesi in via di sviluppo e nelle parti più remote di zone come l’Australia.

Un altro disturbo reumatico che le persone spesso cercano è il reumatismo palindromico.

4. Cos’è il reumatismo palindromico?

Data la rarità della malattia, che è una forma di artrite, il fatto che si facciano molte ricerche sul reumatismo palindromico , può essere dovuto al nome inusuale che ha questa malattia.
Palindroma è qualsiasi parola, frase, numero, o sequenza di caratteri che si legge allo stesso modo partendo da destra o da sinistra, come per esempio ‘’i topi non avevano nipoti’’ oppure ‘’radar’’.

La parola si riferisce al modo in cui i sintomi appaiono improvvisamente e spontaneamente, dura per ore o giorni, e poi cessa, in modo altrettanto repentino. Attacchi del genere sono generalmente di natura sporadica e imprevedibile.

I sintomi di solito assomigliano a quelli dell’artrite reumatoide: dolore e infiammazione alle articolazioni e al tessuto circostante. A differenza dell’artrite reumatoide (e altre forme di artrite), il reumatismo palindromico non sembra provocare danni permanenti alle articolazioni.
Come l’artrite reumatoide, il reumatismo palindromico è una condizione autoimmune. Le similitudini e le differenze tra le due malattie alimentano il dibattito riguardo alla classificazione del reumatismo palindromico: è più giusto classificarlo come sottotipo dell’artrite reumatoide o come condizione a sé stante?
Come molti disturbi reumatici, ci sono alcuni fattori che giocano un ruolo importante nel determinare il rischio che la persona ha di sviluppare reumatismo palindromico.

5. Chi è più a rischio di disturbi reumatici?

In primo luogo trattiamo i disturbi reumatici autoimmuni, che includono reumatismo palindromico, artrite reumatoide, lupus e molte altre condizioni.

Sesso

Quasi ogni malattia autoimmune colpisce più le donne che gli uomini, questa tendenza vale anche per le malattie reumatiche autoimmuni. L’artrite reumatoide colpisce in Italia piú di 400.000 persone, 75% delle quali sono donne e la stessa tendenza vale per il lupus.

Genetica

Si pensa che la genetica abbia un ruolo nello sviluppo delle malattie autoimmune, quindi avere un parente con un disturbo reumatico autoimmune potrebbe aumentare la possibilità di svilupparne uno, ma non si sa in che misura. I ricercatori hanno identificato una specifica mutazione genetica che è collegata a malattie specifiche. Attualmente, questo è di poca utilità pratica. Comunque, è un campo di ricerca che potrebbe portare eventualmente a una maggiore comprensione delle malattie autoimmuni e, si spera, a miglioramenti nelle terapie.

Etnia

L’ etnia sicuramente gioca una parte nel rischio della persona di sviluppare una malattia autoimmune. La prevalenza di lupus, per esempio, è fino a otto volte maggiore in popolazioni afro-americane e afro-caraibiche rispetto che in persone di origine europea.
Nonostante ciò vari da malattia e malattia, generalmente si è d’accordonell’affermare che afro-americani, afro-caraibici, nativi americani e latino-americani tendono a sviluppare malattie autoimmuni più facilmente rispetto a popolazioni caucasiche, una tendenza che vale per le più comuni malattie reumatiche.

Ambiente e stile di vita

Nonostante una persona possa avere una predisposizione genetica a una malattia autoimmune, la maggior parte delle persone pensa che i fattori ambientali abbiano un’importanza chiave nel dare il via alla malattia. Comunque, quali siano precisamente questi fattori rimane un grande mistero.

Alcuni virus sono stati collegati allo sviluppo di malattie autoimmune, come il precedente esempio sulla faringite che scatena la febbre reumatica. Allo stesso modo, il virus Epstein-Barr è stato collegato a un certo numero di malattie autoimmuni, inclusa l’artrite reumatoide.
Per quanto riguarda lo stile di vita, il fumo e l’obesità sono stati collegati a un’ampia gamma di malattie autoimmune, ma si conosce poco sull’esatta natura della correlazione.

Età

L’età in cui sei più a rischio di sviluppare una malattia autoimmune varia da disturbo a disturbo. Per esempio, i bambini sono più a rischio di febbre reumatica, i sintomi del lupus di solito iniziano tra i 15 e i 40 anni, mentre è più facile che i sintomi dell’artrite reumatoide inizino tra i 30 e i 50 anni.
Chiaramente, non c’è un profilo di rischio che si adatta a tutti i disturbi reumatici. In ogni caso le tendenze che si applicano ai disturbi autoimmuni in generale, come sesso e etnia, valgono quando si parla di disturbi reumatici. È anche vero che se si ha una malattia autoimmune, la possibilità di svilupparne un’altra (reumatica o di altro tipo) è maggiore.

Fattori di rischio per l’artrosi (osteoartrosi)

Come abbiamo detto in precedenza, il più comune disturbo reumatico non è una malattia autoimmune. Il principale fattore di rischio per l’artrosi è l’età, essa colpisce circa il 10% degli uomini dai 60 anni in su e il 13% delle donne.

Altri fattori di rischio sono:

  • Obesitá
  • Lesioni e interventi chirurgici
  • Sesso (le donne sono più a rischio, nonostante questo non valga per tutte la malattie autoimmuni)
  • Debolezza muscolare
  • Sport e attività fisica

L’ultimo punto è oggetto di dibattito. Alcuni studi suggeriscono che gli atleti professionisti corrono un maggior rischio di contrarre artrosi e che anche un normale livello di regolare attività fisica potrebbe aumentare questo rischio- soprattutto per quanto riguarda fianchi e ginocchia. Altri studi, invece, affermano che (in assenza di una lesione grave), un livello moderato di esercizio non aumenta il rischio di essere colpiti dalla malattia.

Certo, essere sedentari aumenta senza dubbio le possibilità di avere problemi di salute come disturbi cardiaci, quindi l’esercizio fisico è consigliato come parte di uno stile di vita sano.
Oltre all’artrosi, ogni singola malattia ha il suo proprio profilo di rischio. Per esempio, la gotta è più comune negli uomini, a causa dei livelli più alti di acido urico, e il rischio aumenta con l’età. Circa il 12% degli uomini tra i 70 e i 79 anni e meno del 3% degli uomini sotto i 50, vive con la gotta. L’alcol compromette la capacità del corpo di espellere l’acido urico, quindi è riconosciuto come fattore di rischio.

Cosa significa tutto questo? Beh, fino a quando non si risolveranno altri misteri riguardo alle malattie autoimmuni, non si può fare molto per ridurre il rischio di esserne colpiti. Sesso, età, predisposizione genetica e fattori ambientali sconosciuti non sono sotto il nostro controllo.
Per quanto riguarda i disturbi reumatici, adottare uno stile di vita considerate generalmente salutare- una buona alimentazione, adeguato esercizio fisico, non fumare, consumo moderato di alcol- rimane l’opzione migliore per diminuire i rischi.


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